|
|
|
|
|||
|
Declassamento della Polizia Stradale di Trebisacce,il sindaco consigliere provinciale,Mario Melfi ha scritto nella giornata di ieri al Ministro degli Interni, e per conoscenza al Prefetto di Cosenza,Diego D'Amico al Presidente della Provincia di Cosenza,Antonio Acri,alla Polizia di Stato di Trebisacce e per conoscenza a tutti gli Organi d'Informazione per la relativa pubblicazione.Al Capogruppo provinciale della Margherita Democrazia è Libertà non è piaciuto affatto il provvedimento ministeriale che tende a sminuire compiti e funzioni della Polstrada trebisaccese e il conseguente ridimensionamente delle unità in servizio.Per questo Mario Melfi non ha perso tempo a scrivere ai diretti interessati,mettendo in forte evidenza la sua preoccupazione e quella delle popolazioni.Ancora una volta il nostro comprensorio deve fare i conti con soppressioni che non giovano certo ad una terra come la nostra che da anni sta assistendo a chiusure parziali o totali di Uffici pubblici.Un andazzo che va subito frenato altrimenti la zona diventerà sempre più povera e periferica.Ed ecco i passi più salienti della missiva melfiana."In merito al declassamento della Polizia stradale di Trebisacce-scrive il sindaco cittadino-questa Amministrazione comunale eleva vibrate proteste per il provvedimento che allenta di fatto la sicurezza nei Comuni dell'Alto Ionio cosentino".E' subito chiaro,Melfi e senza peli sulla lingua invita il Governo Berlusconi a rivedere le cose,immediatamente."Di fronte alle continue visite della Commissione Antimafia in Calabria,al preoccupante rapporto sulla sicurezza redatto da Legautonomie della Calabria,ai ripetuti e frequenti attacchi malavitosi,alle stesse Istituzioni,ci aspettavano da parte del Signor Ministro degli Interni maggiore attenzione nei confronti dei cittadini calabresi,invece con rammarico e preoccupazione dobbiamo registrare probabilmente logiche di risparmio di risorse economiche meramente burocratici".Va giù duro il capo dell'esecutivo locale.La Polizia Stradale con sede a Trebisacce egregiamente diretta dagli ispettori,Raffaele Miniace e Pino Lufrano da tempo è diventato un punto di riferimento importante per tutto il comprensorio.Privare lo Ionio di questo servizio significherebbe dare l'ennesimma bastonata ad un comprensorio già di per sè disagiato che deve fare i conti con un reddito pro capite tra i più bassi d'Italia e con il numero dei disoccupati e dei precari sempre più elevato.E non solo."Penalizzare l'Alto Ionio con il declassamento della Polizia Stradale significa-riprende Mario Melfi-inoltre,non conoscere il territorio dove vi insiste la strada più pericolosa d'Italia e la stessa è l'unica che collega la Calabria con le Regioni adriatiche".La statale 106 come è noto a tutti è stata considerata in un recete convegno dell'Anas a Genova l'arteria stradale più a rischio tant'è che è stata ribattezzata con il triste ma giusto nome di strada della morte.Ciò è l'esempio lampante e concreto di come sia necessario avere in loco una stazione di Polizia Stradale con piene funzioni e con organico sufficiente.Invece nuove rinunce,nuovi complotti,nuove mezze chiusure."Siamo quindi di fronte-conclude Mario Melfi-ad un provvedimento che deve essere,a nostro avviso,immediatamente revocato".Il capogruppo della Margherita DEmocrazia è Libertà oltre a scrivere al Ministero competente ieri ha presentato al consiglio provinciale una mozione d'ordine per impegnare l'Ente provincia a protestare ufficialmente nei confronti del Ministro per l'annullamento del provvedimento.Per Melfi come del resto per i cittadini e il territorio la Polizia Stradale non si deve toccare.Altrimenti in molti alzeranno l'Alt.Con proteste e manifestazioni.
ROCCO GENTILE |
|||
| © 2004 VisualDev |
|