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Lettera aperta a Vincenzo Gerundino

Il sindaco,Mario Melfi scrive una lettera aperta all'ex vice sindaco,nonchè ex segretario del Partito Popolare Italiano,Vincenzo Gerundino,da qualche mese approdato al Nuovo Partito Socialista di Gianni De Michelis.Il capo ella locale giunta attraverso una nota fatta recapitare ai cronisti a mezzo del suo Ufficio stampa-ha voluto esternare all'amico di tante battaglie,un consiglio che sa tanto di rispetto e stima."Caro Cenzino ho rispettato nel più assoluto silenzio la tua scelta politica.Ritengo-scrive Mario Melfi-che ogni uomo nel percorso della propria vita si trovi di fronte a situazioni le più disparate che determinano coraggiose e sofferte decisioni".Questa la premessa.Poi l'invito o meglio la riflessione ad alta voce."Se mi permetto di prendere la penna e scriverti è perchè continuo a stimarti e non riesco ad immaginare uno scenario prossimo futuro così assurdo".Melfi non lo dice ma è chiaro il suo riferimento ad un'eventuale e sempre più probabile accordo con la nemica storica,Maria Rita Acciardi anch'essa passata al Psi.""E' vero-prosegue Mario Melfi-in politica mai dire mai,ma è impossibile,a mio avviso una trasformazione radicale culturale e di stile di vita così repentina".Il primo cittadino ricorda gli anni passati insieme,sotto lo stesso scudo crociato,sotto quella badiera bianca con la scritta Libertas."Tu,più di me-si legge nel documento melfiano-non sei stato e non sarai mai u riformista e liberista,che pure rispettiamo.Tu sei un cattolico e la tua cultura è improntata sulla solidarietà,sulla difesa dello stato sociale,rifuggendo l'individuo e scegliendo la persona,negando il libero mercato e sceglindo le regole,bocciando i profitti e scegliendo l'equità sociale".Si parla degli anni passati,trenta o più in tutto,di una vita a lottare per gli stessi ideali,per le stesse idee,per gli stessi obiettivi.Per la pace,l'amore,la tolleranza,l'amicizia."La tua storia,come la mia-riprende Mario Melfi-pur nella convivenza delle regole delle coalizioni partitiche,non può richiamarsi alle radici socialiste,ai suoi padri fondatori,Turati,Nenni,Mancini.Le noste radici sono altre,i nostri padri sono Grandi,Don Luigi Sturzo,Alcide De Gasperi,Aldo Moro,Nicoletti,pur rispettando profondamente i primi".Melfi fa fatica a immaginare Cenzino Gerundino dall'altra parte,contrapposto a quelle regole che hanno caratterizzato la vita di entrambi.Il professore Gerundino tanto per essere chiari è stato per trent'anni consigliere comunale,della Dc prima,del Ppi dopo,per dieci anni vice sindaco in una giunta di centro sinistra,componente del Comitato di Gestione dell'Asl in quota Dc,segretario della Democrazia Cristiana e del Partito Popolare,candidato a sindaco di una lista civica ma di chiara espressione ulivista,capogruppo pipino e democristiano al consiglio comunale.Sempre l'uno accanto all'altro,a braccetto,a sostenere gli stessi candidati,gli stessi programmi,sullo stesso palco.Lui e Melfi quasi una fotocopia politica.Ecco il perchè delle "titubanze" di Melfi."Infine,caro Cenzino-scrive il sindaco-la tua politica non è ammissibile ai tuoi prossimi compagni di viaggio,.che negano i più elementari principi del contraddittorio,che si sentono i depositari ella verità,che hanno fatto e fanno in politica lo strumento del potere la loro filosofia di vita e che lo utilizzano solo per raggiungere obiettivi personali.Quella filosofia tanto per intenderci che trova la sua masima espressione nella frase O sei con me o contro di me,che abbiamo combattuto e sconfitto,o quella di oggi,Tanto peggio,tanto meglio".Poi l'appello finale."Caro Cenzino-dice Melfi-non farti ammaliare dalle prossime competizioni elettorali,durano solo venti giorni.Lo so,la politica è una droga,è difficile uscirne,ma resisti ad un momento di euforia e di false glorie che si tramuterebbero ineluttabilmente in lungo periodo di buio e isolamento.resiste alla sirena ingannatrice e tieniti stretta quella virtù che ci contraddistingue come calabresi:la dignità".

ROCCO GENTILE

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