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Da: teresa rago
Date: 10 mag 2008
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Personalmente più che l'articolo sul Time mi ha colpito vedere di persona l'efficiente servizio di raccolta differenziata porta porta messo in atto dal Sindaco Mario Melfi e al quale rinnovo nuovamente i miei complimenti. Si può fare di più per lo sviluppo sostenibile di Amendolara? Io credo che "si può fare". La Commissione nazionale di valutazione dell’Unesco ha messo in mora l’Italia sul fronte della difesa dell’ambiente e del territorio. Lo scorso agosto, il rapporto dell’Istat sullo stato dell’ambiente nel nostro Paese ha messo in evidenza che ciò che gli italiani denunciano di più sono aria malata e rumore. Sperando che Amendolara non debba mai confrontarsi con i problemi derivanti dall'inquinamento atmosferico e tenuto conto che l'Amministrazione Comunale ha affrontato con successo la questione rifiuti, resta il problema dell'inquinamento acustico che purtroppo, cari amici, non riguarda solo il paese, ma che coinvolge anche la marina, come ha già rilevato David che vivendo a Rimini ha sollevato e centarto la questione. Un lungomare sopraffatto negli ultimi anni da musica assordante, senza regole e fino a notte fonda, rombo di macchine e rumore delle marmitte dei motorini che a tutte le ore percorrono in velocità e pericolosamente il lungomare della marina dove, ogni anno, viene autorizzata l'apertura di una nuova discoteca. Ma come si fa a conciliare il bisogno di chi vorrebbe, almeno in alcune ore riposare con chi sceglie un luogo di divertimento “fondato” sulla musica ad alto volume? Le questioni da affrontare con gestori, clienti, abitanti e turisti sono numerose e non semplici. Prima questione:intanto occorre premettere che sottoporre l’apparato uditivo a certe quantità di decibel (anche inferiori a quelle di una pista da ballo) varie ore al giorno, vari giorni alla settimana produce nel medio periodo una riduzione permanente dell’udito,un danno permanente alla propria salute(che ne pensa la dott.ssa Cupertino?). Secondo aspetto: ovviamente nessun suono dovrebbe uscire dalla discoteca, il “fuori” è sacro. E eventuali autorizzazioni per locali all’aperto hanno questo “vincolo” assoluto, di non invadere il clima acustico di chi in discoteca non vuole andare. I locali dovrebbero garantire una effettiva stabile insonorizzazione, oppure spazi e strutture adeguati. E non basta: l’esercizio di una discoteca provoca “altro” rumore: le moto, il vociare, i clacson con orari e frequenze molto fastidiosi. Qui c’è un ruolo specifico di regioni e comuni, nelle pianificazioni urbanistica e urbana, nelle misurazioni ambientali, nella gestione degli insediamenti abitativi e delle attività culturali. A questo proposito voglio ricordare, il bellissimo concerto del Parto delle Nuvole Pesanti che si è tenuto due estati fa nell'area sportiva tra il paese e la marina. Bellissimo concerto e ottima localizzazione per eventi che attraggono molta gente e fanno rumore. Oltre a prendere in considerazione il tornaconto economico di queste attività economiche estive che nascono ovviamente anche dal desiderio di chi aspetta la stagione estiva per un pò di "movida", l'amministrazione comunale deve ascoltare anche chi vorrebbe fare un riposino dopo pranzo, andare a letto ad un'ora decente, vedere il lungomare trasformato da autostrada in isola pedonale, garantire che i bambini possano giocare senza pericoli per la strada. Credo che Amendolara con il suo centro storico, le spiagge, il nuovo centro velico e l'impareggiabile paesaggio interno possa attrarre un turismo "diverso", sostenibile e di qualità attento e rispettoso dell'ambiente e del suo millenario patrimonio storico e culturale. Terminando, come dimostra questo forum e la decisione del Sindaco di pubblicare a lettera di Nicola per aprire un dibattito democratico e partecipato, Amendolara si dimostra un comune proiettato o meglio inserito in un dibattito moderno che riguarda la vita del suo territorio. Ribadisco la positività di uno strumento come la raccolta porta porta e credo che sia questa la giusta filosofia che l'amministrazione può e, a mio parere, deve estendere ed applicare in altri settori. Non tanto per riguadagnare il tempo perduto, quanto per rendere questo ritardo una risorsa e tra le risorse da mettere in campo c'è anche il silenzio, la pace che deve trovare il suo spazio, non di contrasto, ma di completamento per un'offerta turistica di qualità. Un'offerta, quella del turismo sostenibile, che, stando ai dati dell'unione europea, si sta rivelando anche trainante di occupazione. La riscoperta del valore della tutela del territorio, dei paesaggi, della cultura, delle tradizioni e della storia dei popoli, si sposa oggi con la necessità ormai riconosciuta in tutta l'Europa, di avere occasioni, strutture e luoghi, nei quali la qualità ambientale viene sempre più largamente percepita come un plus per migliorare la vacanza e tutelare l'ambiente adottando comportamenti responsabili. E' nostro dovere. Saluti a tutti Maria Teresa Rago