[ Home page | Sommario | Invia | Rispondi | Avanti | Indietro | Su ]
Da: Nicola Blefari Malazzi
Date: 08 mag 2008
Time: 14.28.07 +0200
Remote Name: 79.15.77.49
Roma, 6/5/08 Oggetto: Much ado about nothing - Molto rumore per nulla Caro Signor Sindaco, visto che Amendolara compare ormai su Time Magazine, le scrivo iniziando la mia lettera con una citazione in Inglese. Ovviamente non sto facendo ironia sul fatto che una importante rivista parli (positivamente) del mio paese, anzi ne sono orgoglioso, ed ho inviato l’articolo in questione a molti miei amici. Il titolo della commedia di William Shakespeare, Much Ado about Nothing, e cioè Molto Rumore per Nulla mi serve per introdurre l’argomento che mi sta a cuore e di cui le voglio parlare. Io ho un problema: a mio parere il rumore che si registra nel centro di Amendolara in Agosto è eccessivo sia in termini di intensità che di durata. Tale rumore, o inquinamento acustico se vogliamo usare una dizione più alla moda, mi obbliga a limitare la mia permanenza ad Amendolara, evitando le settimane di Agosto, o ad affittare una casa fuori dal paese. Ad esempio, l’anno scorso, invece di stare nella casa di famiglia con i miei genitori, ho preso in affitto una casa tra il Paese e la Marina, per dormire sonni tranquilli. Dicevo che il rumore è eccessivo sia in termini di intensità che di durata. Essendo un ingegnere cerco di quantificare: circa l’intensità, perfino la presenza di doppi vetri a casa mia non riesce ad abbattere la pressione acustica al di sotto della soglia di sopportabilità; circa la durata, l’anno scorso ci sono state serate che possiamo definire, forse, musicali per una settimana intera e fino alle 2:30-3:00 del mattino. Qualora pensassi che il problema sia solo mio, non mi lamenterei. Sono però convinto, avendone parlato con compaesani e turisti, che così non sia. Ci sono molte persone con bambini piccoli che si svegliano presto, e non possono andare a dormire per una settimana alle 3:00. Ci sono anziani abituati evidentemente ad altri orari. Ci sono turisti che vengono non solo per divertirsi ma anche per riposarsi. Prevedo con facilità almeno due risposte a queste osservazioni: 1) stiamo per un anno in un paese in cui c’è un silenzio totale e d’estate vogliamo divertirci; 2) il rumore stimola il commercio. Ma io non sto certo dicendo che dobbiamo imporre un coprifuoco al tramonto. Mi augurerei però che si stabiliscano delle regole e che poi le si rispettino. Ad esempio, per la sera di San Rocco non poniamo limiti di orario; ma non consentiamo di arrivare per sette giorni (dico sette giorni) alle tre di notte con un rumore che si sente ancora forte all’Annunziata. Inoltre non iniziamo con le prove alle 17:00 con un volume da stadio. Ecco, il volume. Ma siamo sicuri che usare un livello adatto per San Siro, o meglio per il Giants Stadium di New York (Time Magazine insegna…), sia indicato per la nostra piazza? Siamo sicuri che solo in queste condizioni la gente esca e consumi ai bar? Se vogliamo lo sviluppo di Amendolara, come è intendimento del Sindaco e di tutti, credo che sia necessario pensare non solo alla raccolta differenziata dei rifiuti, il che va ovviamente benissimo, ma anche ai rumori differenziati (intendo per fasce orarie e per luoghi). Da questo punto di vista il rispetto delle regole è essenziale. Io non investirei dei soldi nell’acquisto (ma anche nella ristrutturazione) di una casa se temessi che un livello di rumore eccessivo mi impedirebbe di usarla quanto vorrei. Amendolara ha una posizione assolutamente invidiabile. Avere delle colline panoramiche sul mare (meglio se pulito) è una caratteristica che determina il successo delle migliori località turistiche del Mediterraneo; eppure il prezzo a metro quadro delle case ad Amendolara è ben lontano da quello che si riscontra non solo in località più famose in Italia, ma anche in Grecia, in Spagna o in Portogallo. Ebbene, io sono convinto che solo il rispetto delle regole potrà farci arrivare non dico ai 17.000€/mq di Cortina ma ai 5.000€/mq della costa spagnola. Non sto dicendo che il prezzo elevato delle case sia un fattore necessariamente positivo, ma è sicuramente un indice del successo di una località turistica. E’ solo con una politica della qualità, a tutto campo, che si può avere lo sviluppo che ci auguriamo tutti, credo. Ora, certo, non è solo limitando il rumore che si risolvono tutti i problemi; però è un buon modo per iniziare, anche perché costa poco. Senza esagerare, ma vogliamo dire che dopo mezzanotte l’amplificazione da stadio la spegniamo, tranne che nella festa del Santo Patrono? Vogliamo evitare fuochi d’artificio privati nel cuore della notte? Vogliamo non fare prove sonore dalle 17:00 alle 21:00 a volume massimo, impedendo anche di cenare in santa pace? Vogliamo evitare di fare sette serate musicali sette di cui due con musica piacevole e le altre più vicine al rumore che alla musica? E guardi che non è che limitando il rumore il commercio ne soffre; in nessuna località turistica affermata si tollerano livelli di rumore come i nostri, e non sto parlando di località di montagna dell’Alto Adige. A Lipari due anni fa stavamo assistendo a una festa in piazza, trasmessa dalla RAI; bene, alle 23:45 il famoso conduttore ha detto: ora chiudiamo perché dobbiamo fare i fuochi d’artificio e finire entro mezzanotte. Tra l’altro, ad Amendolara, superata una certa ora rimangono in giro una ventina di persone, mica centinaia; questi nemmeno consumano ai bar ed a causa loro dobbiamo rimanere tutti svegli? Lungo la costiera romagnola, se si vuole andare in discoteca ci si va; ma se si ha sonno, si va in albergo e si può andare a dormire alle 22:00, perché le fonti di rumore sono lontane dalle abitazioni o perché sono previste efficaci insonorizzazioni. Questo spiega perché li si trovano anche tante famiglie con bambini e non solo ragazzi che di giorno dormono perché la notte fanno altro. Quest’ultima considerazione mi fa venire in mente la cosa che più mi disturba: la mancanza di libertà. Magari per sei sere su sette fa piacere fare le tre di notte, ma a volte si è stanchi e si vuole dormire. Non poterlo fare in casa propria, fino alle tre di notte, non solo non è piacevole: non è consentito dalla legge. Time Magazine direbbe: It’s unlawful. Un caro saluto a lei e agli Amendolaresi, Nicola Blefari Melazzi P.S. La pregherei, se lo ritiene opportuno, di pubblicare questa lettera sul sito web di Amendolara e/o su un giornale locale. Potrebbe aprire un dibattito. Magari dalle reazioni capirei cha la maggioranza la pensa diversamente. In tal caso, mi rassegnerei ad andare in vacanza in una località più silenziosa, che so Ibiza, Mykonos, Rimini…